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31/12/10

Le uova di gallina

È indiscutibile che la qualità del cibo che ingeriamo influisce direttamente sulla nostra salute, in maniera che se vogliamo vivere una vita sana è molto importante fare attenzione all’alimentazione.
I processi industriali con i quali oggigiorno si elabora o conserva la maggior parte del cibo che arriva sulle nostre tavole non solo  non garantiscono la buona qualità degli alimenti, ma addirittura in certi casi la compromettono seriamente, così che diventano nocivi a lungo termine per la salute. Per questo è indispensabile acquisire dei comportamenti alimentari corretti che riducano al minimo l’impatto delle dannose manipolazioni dell’industria dell’alimentazione.
Questi comportamenti salutari iniziano nel momento in cui facciamo la spesa, quando scegliamo determinati prodotti per scartarne altrettanti.
È il caso delle uova di gallina, prodotto di consumo assai comune. Nei negozi e supermercati troviamo diversi tipi oltre a diversi prezzi...quali uova, quindi, dobbiamo comperare?
Se mangiamo uova, dobbiamo scegliere quelle che provengono da galline NON in gabbia, perché le galline d’allevamento in batteria soffrono pesanti maltrattamenti oltre a ricevere ingenti quantità di  medicine per contrarrestare le infezioni di cui sono vittime a causa delle insalubri condizioni nelle quali sono allevate. Queste medicine alla fine penetrano nelle uova, ma pure lo stress ne modifica la qualità, visto che si sa che lo stress ripercuote direttamente sulla salute psicofisica degli animali, uomo incluso.
Il prezzo è leggermente superiore alle uova di gallina in gabbia, ma il beneficio per la salute compensa abbondantemente la piccola differenza.

Per sapere quali uova stiamo comprando dobbiamo fare attenzione alla prima cifra del codice alfanumerico stampato sulle confezioni e sulle uova stesse, secondo le normative europee. Non ti fare confondere da scritte come “uova fresche” o da immagini di galline in libertà sulle confezioni: l’unica valida informazione  è la prima cifra del codice alfanumerico.

Il numero indica il tipo di allevamento delle galline:

3- in gabbia
2-a terra
1-all’aperto
0-produzione biologica

Che cosa significa per le galline e quindi per la qualità finale del prodotto?

3-Allevamento in gabbia

Le gabbie impediscono che le galline sviluppino i loro comportamenti naturali; non possono camminare, stendere le ali, raspare o beccare. Non vedono mai la luce del sole ed i loro bioritmi sono scanditi artificialmente in base alle esigenze di produzione.
Le galline allevate in gabbia soffrono di grande stress e possono impazzire, così che gli viene tagliato il becco affinché non si feriscano tra di loro in un attaco di follia.
Vivono ammucchiate in gabbie in batteria nelle quali ci possono essere fino a sei galline per gabbia, avendo a disposizione ognuna uno spazio inferiore ad un foglio DINA4, un normale foglio per la stampante.


Dal momento che camminano solamente sulle sbarre delle gabbie, queste galline si feriscono e soffrono malformazioni alle gambe.
Le condizioni igieniche sono francamente precarie, in maniera che gli vengono dati antibiotici e medicine per curare infezioni e malattie, che vengono inevitabilmente trasferiti alle uova.


2-Allevamento a terra

Le galline vengono allevate all’interno di capannoni ma a terra, cosa che permette loro di comportarsi parzialmente in modo naturael; possono raspare, camminare o stendere le ali. Tuttavia hanno a disposizione poco spazio, poiché ci possono essere fino a dodici galline per metro quadrato.

 
All’interno dei capannoni non vedono mai la luce del sole e quando la temperatura aumenta molte di esse non sopportano il caldo e quindi muoiono per asfissia.
Sono anche esposte allo stress dal momento che hanno poco spazio inidividuale e per evitare che si feriscano o si uccidano tra di loro gli viene tagliato il becco.
Le malattie e le infezioni sono comuni e per questo gli vengono ammistrati antibiotici e medicine che inevitabilmente arrivano fino alle uova.


1-Allevamento all’aperto


Le galline allevate all’aperto sono libere di sviluppare i loro comportamenti  naturali; nelle casette dove sono alloggiate possono fare nidi o riposare su trespoli, ma escono pure all’aperto dove beccano, raspano e si muovono liberamente in recinti appositamente preparati per loro.
La densità di solito è di una gallina ogni 4 metri quadrati, così che queste galline non soffrono di stress e non presentano comportamenti aggressivi. Per questa ragione non gli si taglia il becco.
Le condizioni igieniche sono buone e quindi di solito non hanno bisogno di medicine o antibiotici, cosa che garantisce una migliore qualità dell’uovo.


0-Produzione biologica

Le galline allevate con questo sistema sono completamente libere di muoversi. Possono comportarsi come galline e hanno a loro disposizione terra, paglia, nidi. Oltretutto l’80% della loro alimentazione deve provenire dall’agricoltura biologica.
La densità media è di una gallina ogni 10 metri quadrati; evidentemente non soffrono di stress e quindi non presentano comportamenti aggressivi né attacchi di follia.
Essendo libere, le condizioni igieniche son ottime, pertanto raramente hanno bisogno di medicine.



Visto tutto questo, è`ovvio che dobbiamo sempre comprare uova che abbiano il numero 1 o il numero 0 stampato come prima cifra del codice alfanumerico. Questo ci garantisce non solo che gli animali non siano maltrattati, ma soprattutto che le uova che mangiamo non siano nocive per la salute.
In questo modo aiuteremo l’ecosistema, ma salvaguarderemo anche la nostra salute.


28/12/10

Incongruenze dei "congruenti"

All’inizio di ogni mese il mio piccolo appartamento si riempie di riviste di salute naturale, di crescita personale e, in generale, di sviluppo spirituale. Mi interessa poco il loro contenuto, ma il mio lavoro di investigatore della coscienza mi obbliga a mantenermi aggiornato su ciò che si muove per quei sottomondi, sottomondi che oggigiorno sembrano dei supermercati nei quali vengono messi in vendita prodotti di ogni genere, alcuni dei quali con una discutibile qualità per non dire nocivi per la salute della coscienza. Talvolta il lavoro mi si accumula e leggo le riviste con un certo ritardo, com’è successo questa volta.
Di solito ingoio la zuppa mensile di ovvietà e continuo le mie faccende, cercando di tirare fuori quelle poche cose interessanti che trovo in mezzo a tanti spropositi. Non perdo tempo a dare la mia opinione su qualcosa su cui non si può dare alcuna opinione, ma questa volta ho letto un editoriale nella rivista Universo Holístico che mi obbliga a fare una seria riflessione. Universo Holistico è un mensiletto gratuito che viene distribuito in Spagna che si occupa di tematiche naturali e crescita personale. L’editoriale in questione si trova nel numero 31, pubblicato nel mese di ottobre.
Trascrivo, traducendolo, parte del testo senza il permesso né della rivista né dell’autrice che non ho il piacere di conoscere. Non ne ho il piacere e neppure l’interesse. Trascrivo solo la parte che mi ha spinto a scrivere queste linee.

Come eccezione alla nostra linea editoriale, nella quale abbiamo deciso di esprimerci come gruppo e di non scrivere questa nota a livello personale, colei che la redige, si sente in dovere di RINGRAZIARE.

GRAZIE A TUTTI per l’enorme affetto dal quale sono stata circondata durante questo mese a causa del braccio di ferro con la vita, quello che mi sfidò il 20 di agosto e dalla quale sono uscita vittoriosa, al meno questa volta...[...]

GRAZIE al reparto dell’ICTUS del quattordicesimo piano dell’Ospedale Dodici Ottobre, a tutto lo staff, dai neurologi agli ausiliari infermieri, che resero possibile che il mio soggiorno fosse nei limiti tollerabile. Furono professionisti di grido che mi applicarono tutte le innovazioni che la scienza mette a disposizione per superare questo tipo di malattie. E che ottennero che lo superassi con successo. [...]

L’editoriale continua con ulteriori paragrafi dedicati a ringraziare e ringraziare ed è firmato da Ana (Claret) dello staff della rivista che, insisto, non ho il piacere di conoscere.
Eviterò commenti sui frequenti errori di punteggiatura, come nel primo paragrafo dove si separa il soggetto dal predicato verbale, e mi atterrò a ciò che ha richiamato la mia attenzione, ossia il contenuto del terzo paragrafo nel quale Anna ringrazia i membri del quattordicesimo piano dell’reparto dell’ictus dell’ospedale dodici ottobre. Diversamente dall’autrice dell’editoriale, scrivo il nome dell’ospedale in minuscolo poiché penso che gli ospedali sono istituzioni minuscole. In questo paragrafo si capisce che Anna il giorno 20 agosto fu vittima di un ictus per il quale fu ricoverata nel benedetto ospedale.
Questo ringraziamento non mi meraviglierebbe se fosse contenuto all’interno di una rivista di medicina allopatica o di scienza, ma invece apre un numero di Universo Holistico, rivista gratuita di salute naturale, ecologia, crescita personale e spiritualità.
Le parole di Anna diventano pertanto il paradigma dell’ipocrisia delle tante persone che si occupano e promuovono tematiche di salute naturale. Questa gente scrive in riviste di salute naturale, ecologia, crescita personale e spiritualità ma quando ha  un problema più serio di un raffreddore allora corre in ospedale e si rivolge alla scienza, che è la cosa più antinaturale che esiste sulla faccia della Terra.
Anna ringrazia i neurologi, ossia i medici allopatici, scientifici, quei professionisti di  grido che mi applicarono tutte le innovazioni che la scienza mette a disposizione per superare questo tipo di malattie. Non contenta con la sua esaltazione delle innovazioni della scienza, Anna, dopo l’ennesimo errore di punteggiatura, continua le sue lodi affermando che ottennero che lo superassi (l’ictus) con successo. Anna ci dice che non è stata lei, la sua energia, la sua coscienza, il suo non so cosa che le fece superare la malattia, ma i medici con le loro innovazioni. Raccapricciante, incongruente, stupefacente, considerando da quali pagine lancia i suoi ringraziamenti. Di fatto all’interno della rivista troviamo articoli sulla medicina psicosomatica, omeopatia, antiterapia, drenaggio linfatico, fiori di Bach, Reiki, Sanergia e molti altri metodi.
Che succede allora alla signora Anna Claret? Non usa i metodi di guarigione che promuove? Forse non ci crede? Non si occupa di spiritualità? Donde sono andate a finire l’ecologia o la crescita personale delle quali parla nella sua rivista?
Definisce il personale dell’ospedale professionisti di grido; che cosa vuol dire? Che i professionisti non ospedalieri, i naturopati ad esempio, sono mediocri?
Sta dichiarando senz’ombra di dubbio che la scienza è la soluzione di fronte a gravi problemi di salute. Che credibilità le rimane rispetto alla salute naturale?
Di fronte alla paura della morte la gente di solito firma un assegno in bianco ai boia della scienza, i professionisti di grido, ma che lo faccia la redattrice di una rivista che parla di salute naturale non ha senso.
Anna e tutte le Anne del mondo per favore smettete di fare del male alla salute naturale. Con questo editoriale dimostrate la vostra sudditanza alla scienza che è la negazione totale della natura. Molta gente legge in buona fede i vostri giornaletti e seguirà il vostro nefasto esempio.
Anna e tutte le Anne del mondo è meglio che scriviate di scienza e delle meraviglie degli ospedali, in questo modo almeno sarete un po’ coerenti.
Anna e tutte le Anne del mondo, i vostri cobardi ringraziamenti fanno un favore solo alla scienza che con essi cresce e guadagna terreno alle cose naturali di cui più che promotrici siete distruttrici.

23/12/10

Spazi naturali protetti

Stavo facendo una passeggiata in una riserva naturale definita "molto protetta" quando mi trovai dinanzi a questo panorama vergognoso. Non ho voluto specificare dove mi trovassi perché non è la cosa importante dato che quello che si vede nel video purtroppo è comune in molti luoghi...vergognoso!


11/12/10

Le apparizioni extraterrestri di Fatima

Fatima nel 1917 fu teatro di un conosciuto spettacolo mariano che si produsse il 13 di ogni mese da maggio fino ad ottobre.
La Madonna appave a tre ragazzini di nome Giacinta, Francesco e Lucia. I primi due sono fratello e sorella, mentre la terza è la cugina.

Jacinta
A prima vista, osservando le foto del loro volto, si vede che Giacinta è guidata da un’energia extraterreste di origine sauriano; Francesco invece da la sensazione di essere capitato lì per sbaglio, mentre Lucia spicca senza dubbio sugli altri due e rivela erssere la vera protagonista energetica del successo, colei che diffonderà negli anni il messaggio di Fatima. Queste informazioni che ricevo osservando i tre pastorelli mi vengono in un secondo momento corroborate dalla storia che leggo dell’incontro con la Madonna e dalle prime rivelazioni che ricevono i tre ragazzini.
Sauriano
In primo luogo Lucia è chi parla fin dall’inizio con la bianca signora, mentre gli altri tacciono, cosa che ne conferma l’assoluto protagonismo. Lucia domanda, mantiene le conversazioni e addirittura risponde positivamente alla Madonna anche in nome dei cuginetti quando questa le chiede se tutti e tre sono disposti, come potrebbe essere diverso, al sacrificio e alla penitenza per riparare le colpe del mondo. Fin qui si rispetta il classico copione religioso che promueve l’eroismo emotivo della sofferenza, poiché tutte le religioni monoteistiche promuovono la sofferenza ed il maritrio come via per il presunto ricongiungimento con il loro dio.

Lucia
Il protagonismo di Lucia è palese in tutte le apparizioni, ma rimane tale anche negli anni successivi, infatti Lucia vivrà fino oltre i novant’anni diventando l’unica voce di Fatima. Giacinta e Francesco moriranno essendo ancora bambini, rispettivamente a 9 e 10 anni, a causa dell’epidemia di spagnola che colpì il mondo intero. Evidentemente in questa maniera le sue dichiarazioni e testimonianze, gli stessi messaggi della Madonna, non possono essere corroborati o smentiti dagli altri due veggenti, come l’episodio delle apparizioni dell’angelo previe alle apparizioni mariane. Lucia infatti riveló solo nel 1936, quasi vent’anni più tardi, le tre apparizioni avvenute in un periodo imprecisato tra il 1915 ed il 1916: un angelo sarebbe apparso ai tre bambini in figura di un bellissimo giovane per insegnare loro nuove preghiere e per dargli, nell’ultima visita, la comunione. Giacinta aveva all’epoca 5 anni, Francesco 7 e Lucia 8; quando Lucia riveló l’avvenimento la sua fama era al di sopra di ogni sospetto e nessuno dubitò della veridicità del racconto che evidentemente gli altri due non poterono corroborare. Il fatto che Lucia si dedichi alla vita monastica d’altra parte non apporta alcuna credibilità extra alle sue dichiarazioni. Se poi consideriamo che, una volta in convento, la veggente fu spinta a rivedere punto per punto i messaggi della Madonna sotto la guida del suo confessore e dei superiori, il sospetto di una manipolazione di parte si trasforma quasi in certezza. Anche le diverse visioni della Madonna e di Gesù che Lucia ebbe a partire dal 1925 non hanno altra prova che la parola della veggente.
Francesco
Il ruolo secondario di Francesco, mero testimone delle apparizioni, è evidente sin dalla prima apparizione avvenuta il 13  maggio 1917; alla domanda di Lucia –ricordo che sempre parla Lucia- se tutti e tre andranno in paradiso, la Madonna avverte che Giacinta andrà direttamente in paradiso mentre Franceso dovrà recitare molti rosari. Questo dettaglio indica da un lato che i sauriani hanno invertito molta energia per rendere possibile l’apparizione anche se non ne sono i protagonisti; la loro creatura, Giancinta, uscirà presto di scena ma ha già il suo posto assicurato nel paradiso, ossia la ricompensa. D’altra parte quella risposta ci conferma anche  che Francesco realmente era lì quasi per caso; la Madonna infatti non lo salva senza la riparazione della preghiera, cosa assai sospettosa visto che al momento della visione Francesco aveva solo 8 anni. Como puo’ avere bisogno di molti rosari per andare in paradiso un bambino di otto anni del Portogallo rurale di inizio ‘900? Che peccati doveva espiare alla sua tenera etá? O la Madonna non ha molta pietà o piuttosto Francesco, dal punto di vista energético, non forma parte dei gruppi che intervengono direttamente nell’apparizione e quindi non ha garantita nessuna ricompensa diretta. Era un mero testimone; non gli viene concesso nessun regalo, anzi deve cedere la sua energia liberandola sotto forma di preghiera se vuole essere salvato.
Altro dettaglio che mi conferma il ruolo accidentale del bambino si trova nel fatto che Giacinta e Lucia vedono e sentono la Madonna, mentre Franceso solo la vede. Il protagonismo di Lucia è invece rinforzato dalla specifica richiesta che le fa la Madonna di trascrivere il suo messaggio; per farlo Lucia, figlia di umili contadini, dovrà imparare a leggere e a scrivere visto che all’epoca l’istruzione era riservata alle classi abbienti.
Una volta che l’apparizione viene accettata dalle folle e chi l’ha provocata raggiunge l’obbiettivo che si era proposto, allora Giacinta a Francesco non servono più. Arriva la spagnola e muoiono, come aveva annunciato la Madonna. Mentre la storia si tinge di un tocco drammatico, Lucia ha via libera per diventare l’unica portavoce di Fatima, rispettando il tipico copione del caso. Infatti per evitare di essere infastidita dal numero crescente di devoti che cedono la loro energia personale a cambio di promesse di guarigione, si ritira a vita monacale, cosa che non fa che aumentare la curiosità morbosa nei suoi confronti: una perfetta orchestrazione per quella che diventerà insieme a Lourdes una meta di pellegrinaggi senza sosta. In questa maniera si finisce di forgiare la fantasia dell’apparizione della Madonna a Fatima.

Lucia suora
L’apparizione avvenne realmente, ma i dati parlano chiaro; in realtà si tratta dell’apparizione e contatto con una energia extraterrestre camuffata. Nel caso di Fatima è abastanza evidente, se consideriamo che nessuno oltre i tre bambini ha visto la bianca signora. Le testimonianze parlano piuttosto di sfere luminose, di una nuvola bianca che si posa sul leccio e questo dimostra che si tratta di forme di energia extraterrestre. Nella seconda apparizione i testimoni vedono una nuvola bianca che si alza dal leccio, sale su nel cielo e poi scompare. Ascoltano un rumore come di tuono. Vedono un bagliore improvviso nel cielo sereno prima dell’apparizione. Nell’apparizione del 13 settembre il vicario generale di Leiria descrive un globo luminoso che si sposta lento e maestuoso attraverso lo spazio, lo stesso globo che vede la maggior parte dei presenti. Queste sono  le stesse esperienze che raccontano coloro che hanno avvistato navi spaziali, per cui si deduce chiaramente che a Fatima si manifestò una forma di energía extraterrestre, tecnologica che per qualche ragione voleva essere riconosciuta come la Madonna. 
Che a Fatima non apparve la Madonna, ma una nave spaziale con alta tecnologia, lo testimonia anche il conosciuto miracolo del sole avvenuto il 13 ottobre del 1917.
La Madonna aveva promesso ai veggenti un miracolo affinché tutti credessero loro ed effettivamente mantenne la parola, anche se non fu un miracolo ma un’esibizione di volo di una nave spaziale. Il 13 ottobre era un giorno piovoso e una grande folla era riunita attorno ai tre ragazzini quando la Madonna apparve chiedendo le solite preghiere e penitenze. Prima di andarsene secondo il racconto dei presenti, il cielo si aprì all’improvviso e tutti poterono vedere ciò che credettero essere il sole. Credettero che era il sole, ma  in realtà videro una nave spaziale extraterrestre. Le prove sono varie e non lasciano dubbi; in primo luogo la gente fu capace di osservare il presunto sole senza rimanerne abbagliata. Un professore universitario che si trovava sul luogo lo descrisse come un disco a netti contorni, fulgente ma senza barbaglio, di colore nitido e cangiante da sembrare l’oriente di una perla. Con meno prosa, avvicinandoci maggiormente alla realtá del disco volante, un giornalista lo definí una placca d’argento brunito, il metallo della nave, mentre un bambino raccontò di aver visto un globo di neve che rotava. Il disco dai netti contorni, la placa d’argento ed il globo rotante indicano chiaramente che quello non fu un miracolo del sole, ma una manovra di una nave spaziale extraterrestre. Le testimonianze dei presenti corroborano ulteriormente questo dato di fatto quando parlano di un’incredibile fonte di luce che girava su se stessa ed emetteva in successione rapida fasci di luce gialla, verde, rossa. La nave si mosse dando tre salti e la folla dei presenti credette che il sole sarebbe precipitato sulla Terra, cosa che creò più di un gesto di panico e paura. Lo spettacolo era servito e l’apparizione della Madonna veniva in questo modo ratificata, anche se in realtá la gente aveva visto una nave spaziale tecnologica.

Un’altra prova schiacciante che ci parla della presenza di una nave spaziale travestita da Madonna –e a questo punto inizio a chierdermi il perché di questo camuffamento- si trova nella testimonianza di Giovanni Carreira, un ragazzo storpio che insieme alla madre seguì i tre veggenti durante il loro secondo incontro con la Madonna il 13 giugno 1917 alla Cova da Iria. Giovanni accudì all’incontro nella speranza di ricevere la grazia della guarigione e racconta che non vide nulla a parte del solito bagliore nel cielo che precede l’apparizione –il luccichio della nave-, ma che gli parve di sentire un suono sottile, come il brusio delle api nell’alveare.
I ricercatori seri del fenomeno UFA sanno perfettamente che il brusio delle api nell’alveare descrive il suono prodotto dalle forti correnti elettriche che si producono all’interno di una nave spaziale e concretamente nella zona dei motori. Possiamo ascoltarlo facilmente se ci avviciniamo a una centale elettrica dove si genera l’alta tensione che poi viene distribuita per il fabbisogno quotidiano.
Quel brusio è oltretutto uno dei suoni che caratterizzano le regioni tecnologiche dell’astrale, quella dimensione o livello energetico che nella sua parte più densa si sovrappone al livello della manifestazione materica. L’astrale, a grandi linee, è quella dimensione in cui le idee acquisiscono una struttura, una forma prima di proiettarsi nella materia densa, nel corpo fisico. La testimonianza di Giovanni è quindi importantissima perché da un lato ci parla di un evento, l’apparizione mariana, che ha luogo senza dubbio nell’astrale e dall’altro specifica che chiaramente erano presenti forti correnti elettriche ad alta tensione come quelle che muovono alcune navi spaziali. Come nota tristemente ironica, la Madonna non fece mai la grazia a Giovanni e neppure gli concesse agi materiali nonostante gli chiese di pregare e pregare, cosa che Giovanni fece religiosamente; la Madonna semplicemente non volle guarirlo perché cambiare una struttura física deformata richiede un’inversione energetica inmensa dal momento che si tratta di agire sulla materia già formatasi. Avrebbe speso moltissima energia per farlo e immagino che il possibile tornaconto non interessò agli extraterrestri camuffati da Madonna; sicuramente videro che il pover’uomo avrebbe collaborato anche senza miracolo alla loro causa, come effettivamente avvenne. Oltretutto un sagrestano storpio -Giovanni fu sagrestano della Cappella delle Apparizioni- vende in termine d’immagine perché il fedele empatizza con la pena ed il dolore e  questa empatia favorisce le grandi cessioni energetiche promosse dalle emozioni.
L’apparizione della Madonna é un fenomeno che si produce nell’astrale ma con la sufficiente forza per raggiungere l’ultimo livello di manifestazione, la materia, ed essere precepito dall’occhio umano. Questo implica che chi volle provocare l’apparizione usò molta energia per ottenere un risultato visibile. Infatti per arrivare fino alla materia densa dall’astrale e rendersi visibile, anche se non tangibile, a una moltitudine è necessario utilizzare molta energia.
Se cosideriamo lo spettacolo allestito per l’apparizione mariana di Fatima, un’apparizione moltitudinaria e non intima, mi chiedo il perché di tanto investimento energetico. Perché tanto interesse nel farsi vedere? Cosa pretendevano? Cosa ottengono?
 Tuttora Fatima insieme a Lourdes y Medjugorie è un centro di proiezione internazionale dove ogni anno passano milioni di fedeli con i loro drammi esistenziali per chiedere aiuto alla Madonna, che certamente di aiuto ne da ben poco se consideriamo che, statisticamente le guarigioni rientrano in una  normale casistica di effetto placebo. Naturalmente le gerarchie ecclesiastiche ci rispondono che le grazie bisogna meritarsele con atti di penitenza e pentimento; se non otteniamo la grazia significa che ne siamo immeritevoli e così ecco fomentato il senso di colpa e la paura, due stati emotivi che alle religioni piacciono molto perché aiutano a mantenere sotto controllo i fedeli. Del resto la stessa Madonna durante una delle apparizioni ebbe a dire che alcuni ammalati saranno guariti, altri no perché il Signore non si fida di loro. Di fronte a tanta chiarezza, io credo che la realtá sia ben altra.
Per questo mi chiedo che cosa si pretendeva con l’apparizione della Madonna a Fatima e che cosa si ottiene ancora al giorno d’oggi.
Indiscutibilmente il fenomeno di Fatima, proprio come quello di Lourdes o Medjugorie, attrae ogni anno milioni di fedeli che si recano in pellegrinaggio per chiedere qualche tipo di grazia, generalmente legata alla salute o al benessere. Milioni di persone mosse da speranze di guarigione, di miglioramenti economici, emotivamente alterate dallo sconforto, dalla trsitezza, dalla paura, dalla disperazione si recano dalla Madonna per chiederle una soluzione ai loro problemi. In cambio offrono preghiere, rosari di riparazione, penitenze e ogni tipo di sacrificio. Di tutte queste milioni di petizioni solo una parte minima e miserevole viene veramente soddisfatta; la percentuale è insignificante rispetto al numero di visite e quindi di richieste di grazia.
Assodato che Fatima non é statisticamente un centro miracoloso, cosa pretendono veramente quelle energie extraterrestri che si sono mostrate sotto le spoglie della vergine Maria? Perché hanno voluto creare quel punto di attrazione di massa? Perché hanno strumentalizzato la fede di milioni di persone? Perché ancora oggi mantengono attivo questo punto? Che cosa ne ottengono?
Queste domande sono facili da rispondere se siamo capaci di analizzare e vedere la realtá di Fatima da un punto di vista energetico. È risaputo che la paura, la necessità impellente, la disperazione, il desiderio fervente, la supplica, la fede cieca, l’angoscia, sono emozioni che muovono grandi quantità di energia, soprattutto nel livello dell’astrale. Di fronte a una grave malattia, a causa della paura della morte, o a un problema serio che ci rimuove emotivamente alcuni di noi sono disposti a fare qualsiasi cosa pur si ottenere la grazia. Dal punto di vista energetico questo significa che sono disposti a cedere senza miramenti la propria energia per ottenere la guarigione o la soluzione al problema che li affligge. Ecco quindi come Fatima si trasforma in un centro di raccolta di energia degli incauti che cadono nel tranello mossi fondamentamente dalle loro paure. Una enorme quantità di energia umana viene emessa dai milioni di pellegrini che ogni anno visitano Fatima; le loro speranze, pentimenti, paure, bisogni, desideri, li spingono  a cedere porzioni di energia che, prese singolarmente, non sono nulla, ma sommate tutte quante sono un torrente energetico. In quasi cent’anni di raccolta ininterrotta la quantità di energia sottratta e derivata verso i promotori delle apparizioni è veramente grande.
Fatima è assai redditizio, lo testimonia anche il particolare interesse che più di un papa ha dimostrato verso questa vera e propria mina energetica, primo tra tutti Giovanni Paolo II che dichiarò di essere stato miracolato dalla Madonna di Fatima in occasione dell’attentato del 13 maggio del 1981. Evidentemente interessa mantenere attivo il centro di raccolta energetica di Fatima e questo interesse dimostra senza ombra di dubbio che il gioco vale la candela. Le energie extraterrestri che lo hanno generato e messo in funzionamento ottengono grandi quantità di energia astrale che poi usano per precisi scopi personali. Ogni tanto generano una guarigione o un piccolo spettacolo energetico che meraviglia la gente e in questa maniera si assicurano che il volume d’affari non diminuisca. Basta anche una sola rappresentazione annuale per garantire che l’interesse dei fedeli rimanga vivo; del resto le religioni monoteistiche sono specialiste nel buttare addosso al fedele la colpa della mancata grazia. Il fedele non ottiene la grazia, perché il signore non si fida di lui, perché non ne è degno, perché non ha pregato abbastanza, perché non è abbastanza buono, perché bla bla bla: in definitiva la colpa della mancata grazia è del fedele. Visto che non è abbastanza meritvole, degno, generoso, il fedele cosa deve fare se vuole ottenere il favore? Pregare di più, offrire più penitenze, più rosari, più mortificazioni, più fede...di più, sempre di più. Energeticamente parlando deve cedere sempre più energia personale, cosa che evidentemente fa, spinto dalla necessità che lo strangola. Se ancora cosí non ottiene nulla, la colpa è sua e non gli resta che offrire al suo dio la  sofferenza, ovvero cedergli ulteriormente energia. Veramente un affare molto redditizio queste apparizioni.